Browse By

Yo: l’app più inutile della storia vale un milione di dollari

Amplificare le comunicazioni riducendo il linguaggio ai minimi termini: questa volta è Yo a provarci, l’app realizzata in otto ore che ha attirato l’attenzione non soltanto di una serie di finanziatori disposti a sborsare un milione di dollari per vederla concretizzata, ma anche quella di alcuni hacker che ne avrebbero già “bucato” la rubrica. Aggressivamente semplicistica, Yo – che ama autodefinirsi “a single-tap zero character communication tool” – consente di inviare agli amici una notifica digitale che recita uno “yo” con voce meccanica. Nessun video, nessuna immagine, nessun link: nient’altro.

Ma perché proprio “Yo” e non qualcosa di più comune come “Hey”?, chiede Business Insider in un’intervista al fondatore Or Arbel.Perché è la parola perfetta”, risponde lui laconicamente. “E poi può voler dire qualsiasi cosa, da un semplice buongiorno a un più meditato “Come stai? Ti sto pensando”. Lo stesso Arbel – israeliano, trentadue anni – invoca addirittura una nuova forma di comunicazione basata esclusivamente “sul contesto”, non accorgendosi, forse, di aver dato vita alla banale evoluzione di un “mi piace” o tutt’al più dello squillo, la più alternativa (e così anni ’90…) delle forme di richiesta d’attenzione.

imageIl problema di Yo non sta tanto nella trivialità, quanto in una sorta di “arroganza” teorica di fondo: l’ambizione di contenere ogni attività umana all’interno di logiche da start-up è roba da spartiacque tecnologico, da rivoluzionari. Un’utopia pretenziosa, per uno strumento creato in meno di una giornata di lavoro. D’altro canto, però, c’è davvero chi ci crede. “Non accorgersi dei tempi che cambiano è come nascondere la testa sotto la sabbia”, scrive un utente, ricordando a tutti del milione di iscritti conquistati dalla piattaforma a partire dal giorno del lancio.

E dire che di possibilità all’orizzonte se ne intravedono anche: aggiungendo l’account “worldcup”, ad esempio, gli utenti verranno allertati con uno yo ogni volta che viene segnato un goal ai Mondiali in Brasile. Prendano nota, le aziende: un avviso per ogni promozione rilasciata vorrebbe dire un anticipo di qualche anno sull’era del Blootooth Low Energy.

Chiudendo il cerchio, comunque, non serve essere veggenti per aspettarsi tanti cloni nei prossimi mesi e una durata nel tempo probabilmente bassissima, se Yo non riuscirà ad emergere dalla dimensione “ludica” in cui si è fin da subito rintanata. L’app, del resto, è stata lanciata il primo d’aprile: chissà se basteranno due lettere, a seppellire l’ironia dei detrattori.

Yo è disponibile su App Store e Play Store.