La crisi economica che ha colpito con grande forza il nostro Paese (e molti altri a livello globale) a partire dal 2008, dopo lo scoppio della bolla dei mutui Subprime, ha avuto come naturale conseguenza una gelata dei consumi. Molte famiglie, infatti, di fronte alle incertezze del quadro economico, hanno preferito mettere da parte i soldi piuttosto che acquistare prodotti e servizi che potevano essere rimandati. La crisi è stata talmente ampia da diffondersi poi anche su cose molto meno superflue, se si pensa che ad esempio molti anziani hanno iniziato a non curarsi più, magari perché colpiti da una crisi di liquidità.

Una crisi che ha colpito anche il sistema creditizio, che di fronte alle difficoltà scaturite dall’impossibilità di molti clienti ad onorare piani di rientro concordati in precedenza, ha dato vita ad un credit crunch molto forte. In questa fase, perciò, l’attitudine al consumo degli italiani si è andata indirizzando con sempre maggiore forza su prodotti creditizi specifici, a partire dai piccoli prestiti.

 

Cosa sono i piccoli prestiti

 

Per piccolo prestito si intende un finanziamento il cui importo può andare da mille a diecimila euro e indirizzato all’acquisto di beni o servizi. A concederli però, non sono le aziende del settore, ma proprio gli esercizi commerciali che hanno stipulato convenzioni all’uopo con una finanziaria. In conseguenza di ciò non c’è alcun accredito di denaro su un conto corrente, da ripagare tramite rate mensili, ma la possibilità da parte del cliente di dilazionare il pagamento.

Se questa è la differenza di fondo rispetto ad un prestito tradizionale, rimangono invece invariati altri fattori, a partire dalla necessità di fornire garanzie per poter accedere al piccolo prestito, ovvero l’esistenza di una fonte di entrata fissa come lo stipendio o la pensione tale da garantire il pagamento di quanto concordato a livello contrattuale.
Per chi voglia saperne di più sui piccoli prestiti, il nostro consiglio è di cercare online informazioni, su uno dei tanti siti che si propongono di indirizzare al meglio i consumatori e i quali sono in grado di assicurare un servizio informativo realmente utile allo scopo.

 




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *