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Modi stupidi per morire… in agenzia

Lo spot “Dumb ways to die”, in molti lo ricorderanno, è stato un esempio di grande strategia comunicativa. Ideato dall’agenzia McCann e voluto dalla società metropolitana di Melbourne per contrastare gli incidenti in prossimità dei treni, aveva lanciato un messaggio di educazione sociale in maniera diretta ed efficace riuscendo nell’impresa di non sembrare mai stucchevole, eccessivo o lezioso.

Lo stesso messaggio, anzi, si celava dietro il crafting del “tormentone”: la scelta di usare i personaggi di un cartoon come protagonisti e una colonna sonora a presa rapida (che inizia a passare in radio, esce su iTunes e raggiunge persino la top 10 australiana) gli valsero – a partire dalla sua messa on-air a fine 2012 – 80 milioni di visualizzazioni su Youtube e un Gran Prix a Cannes in cinque categorie: Film, Integrated, Direct, PR e Radio.

Cavalcandone l’onda lunga – perché questa è un’altra caratteristica della grande pubblicità: non si dimentica, nemmeno dopo anni –  la sempre brillante Miami Ad School ha dato vita ad uno “spoof” ironico e divertentissimo riportando il tutto all’ambientazione di un’agenzia pubblicitaria, in cui le idee creative muoiono per colpa di un “junior guy” che giudica il tuo lavoro, il brief viene cambiato all’improvviso “per nessuna ragione precisa” e i clienti chiedono di “fare un viral su Internet”. Se siete dei creativi (ma anche se non lo siete) di certo un sorriso ve lo strapperà.