Browse By

Guida completa per le pubblicazioni su Linkedin: orari, tipologie di post e alcuni consigli

image

Un rapido sguardo alla crescita dei principali social network rivela almeno due cose interessanti. Di una, la quasi miracolosa corsa di Instagram, forse sospettavate già; l’altra, invece, è davvero una piccola sorpresa: LinkedIn è il terzo canale in più rapida ascesa. Il successo, per alcuni già annunciato proprio per le sue caratteristiche peculiari (si parla della prima rete sociale strettamente dedicata ad un’utenza di professionisti), ha spinto il blog Buffer a raccogliere statistiche e suggerimenti per aiutarci a potenziare il nostro lavoro di brand reputation e soprattutto l’efficienza del rapporto con i nostri collegamenti. In primo luogo perché LinkedIn, generalmente, non è mai stato analizzato a fondo come Facebook o Twitter. E poi perché, lo ribadiamo, ci troviamo di fronte ad uno strumento che vanta potenzialità davvero immense.

1. LinkedIn porta più persone alla vostra home page aziendale rispetto a Twitter e Facebook

Twitter e Facebook certamente hanno un ruolo predominante quando si tratta di social sharing di storie, blog post e contenuti visivi, ma LinkedIn resta il referral numero uno per quanto riguarda il traffico diretto al vostro sito. Una ricerca condotta qualche tempo fa da Econsultancy, che prese in esame 2 milioni di visite mensili a 60 siti web aziendali, restituì valori decisamente interessanti:

LinkedIn rappresenta il 64% dei social referral alle homepage corporate
Facebook: 17%
Twitter: 14%

image


2. Le novità del settore costituiscono il contenuto più interessante

Secondo i numeri forniti dallo stesso LinkedIn, 6 utenti su 10 utenti amerebbero gli industry insights, decretati come il genere più popolare sulla piattaforma. Secondo posto per le news aziendali, che piacciono al 53% dei membri. Nuovi prodotti e servizi rappresentano invece il terzo contenuto più popolare, con il 43% di interessati.

image

3. Evitate le sere e i weekend

Se volete raggiungere il maggior numero possibile di utenti con i vostri contenuti, il consiglio, come sempre, è quello di condividere materiale solo quando il vostro pubblico è effettivamente all’ascolto. Per quanto riguarda LinkedIn è stato calcolato che i momenti più trafficati vanno dal lunedì al venerdì, soprattutto nell’arco della mattina e intorno a mezzogiorno (in generale, comunque, mai dopo le ore lavorative). Le sere e i weekend andrebbero tendenzialmente evitati, sempre premesso che è necessario testare il timing individualmente.

image

image4. Un singolo update raggiunge il 20% dei contatti
Ogni volta che deciderete di rilasciare un aggiornamento, sappiate che state raggiungendo in media il 20% dei vostri contatti. Se vi sembra poco, aumentate gli update: Bufferapp consiglia almeno venti rilasci mensili. (qui gli altri tips pubblicati da LinkedIn). Non dimenticate che la headline del vostro profilo è uno dei primi “attention catcher”: date un’occhiata qui per qualche dritta.

5. Chi visita il vostro profilo?
Riccardo Scandellari, proprio di recente, ci ha ricordato come la piattaforma abbia sviluppato una reportistica delle visite al profilo tale da segnare un decisivo punto di vantaggio rispetto ai competitor.

Secondo il marketer, infatti, “sapendo chi visita il nostro profilo possiamo:
•    Capire se stiamo comunicando ai professionisti e alle aziende più giuste
•    Collegarci e ampliare la nostra rete. Chi ha visitato il profilo di fatto ci conosce e se gli inviassimo la richiesta di collegamento difficilmente la rimbalzerebbe
•    Adottare una strategia giusta di posizionamento. Con le nuove statistiche abbiamo un sacco di dati con cui orientarci per completare il profilo e migliorare le parole chiave con cui veniamo trovati”.

Quali informazioni, in particolare, ci restituiscono queste statistiche? Il settore professionale di cui fanno parte i nostri visitatori, la città o l’area di provenienza e il modo in cui sono arrivati al nostro profilo (sotto).

Leggi anche:

Guida completa per le pubblicazioni sui social network: orari, tipologie di post, programmazione
5 irrinunciabili sezioni di Linkedin (che però, forse, ancora non conosci)