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E se ruotassimo i nostri schermi di novanta gradi?

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Verticale è meglio, almeno se si parla di siti web. Questa, almeno, l’idea di un redattore di Mashable, Jason Abruzzese, che qualche giorno fa ha provato a ruotare lo schermo del suo pc di 90° per scoprire quali cambiamenti avrebbe apportato la nuova visualizzazione nella fruizione quotidiana dei siti internet. Pochi giorni e molti esperimenti dopo, racconta i motivi per i quali non tornerà più indietro, parlando della classica visione orizzontale come del “verso sbagliato” e contestualizzando anzi questa abitudine in una – citiamo testualmente – ”epoca buia degli schermi”. Una visione quantomeno insolita, insomma, che però l’autore argomenta partendo innanzitutto da un presupposto fondamentale: nessuno – nemmeno lui – ha inventato nulla.

I tentativi di “verticalizzazione”, del resto, sono iniziati in risposta all’ideazione stessa del widescreen, che seguiva probabilmente l’impianto orizzontale delle calcolatrici o forse dei televisori. Ma se è vero che anche il processo narrativo in generale segue questo approccio (le immagini e la scrittura si sviluppano da sinistra a destra), è anche vero che, dopo l’introduzione del web, si è riscontrato un repentino cambiamento che ha portato la maggior parte dei siti internet ad essere, di fatto, scrollati in verticale. Abruzzese dà forza alla sua tesi con almeno un paio di suggestioni, rilevando soprattutto:

un miglioramento nella scrittura, attribuibile al fatto che risulta più comodo avere una porzione maggiore di pagina visibile (e una visione più completa dell’intero pezzo);
un miglioramento nel flusso di lavoro, perché la ristrettezza di spazio orizzontale obbliga a tenere aperto un minor numero di schede (che potenzialmente deconcentrano dalle attività).

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Detto ciò, Abruzzese riconosce comunque i limiti di una visualizzazione magazine-oriented di questo tipo. E ammette come i video sarebbero difficilmente fruibili su un monitor verticale, come un eventuale lavoro su un programma di grafica risulterebbe difficoltoso e come, soprattutto, giocare al pc diventerebbe praticamente impossibile (a meno che, naturalmente, non amiate Tetris).
In generale, comunque, l’autore è certo di trovarsi di fronte a un effettivo nuovo corso, e suggerisce di abbracciare le potenzialità di altri formati seguendo il continuo progresso della rete.

“The demands of my job — and I think many others — along with the evolution of the web, dictate that more people give this adjustment a shot”.

Un’altra interessante analisi, fatta questa volta dal sito apartmenttherapy, trovava poi altre ragioni a favore dell’orientamento verticale: la maggiore quantità di informazioni (articoli o blog post) visibili nella pagina, e anche, per la gioia gli inserzionisti, un maggior numero di banner (sotto). E nonostante quell’articolo si concludesse con il riconoscimento al widescreen di un ruolo ancora predominante, anche lì si delineava un’inaspettata apertura. Se questa è la tendenza, insomma, aspettiamoci sorprese.

With most our computer use focused around the web, it really does start to make sense to go vertical.

La prova di apartmenttherapy su uno schermo 1920×1200. E’ visibile un solo articolo e un solo banner.

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La prova con lo schermo ruotato di 90° (1200×1920). Sono visibili due articoli e un banner, mentre un secondo banner si intravede in basso per metà

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